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17 ottobre 2008

Non ne parlo ma...

...nonostante siano trascorsi 5 mesi esatti dal mio arrivo a Santiago, continuo a pensare al Cammino ogni giorno. Non mi è mai capitato, fino ad ora, di pensare ad un’esperienza vissuta, tanto a lungo e tanto intensamente.

Intanto sogno di ripetermi una volta raggiunto il traguardo della laurea...

-Andrea-




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27 settembre 2008

...I HAD a dream

Già, a poche ore di distanza dal post precedente, devo ammettere di aver parlato troppo presto. Il sogno di cui ho scritto si è semplicemente infranto sul nascere.

Il rincorrerlo comporterebbe scelte radicali e molto coraggio (o forse incoscienza) che, al momento, penso di non avere.

Ora resta solo la delusione da digerire…

-Andrea-


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27 settembre 2008

I have a dream

Forse il titolo è alquanto irriverente nei confronti di Martin Luther King, ma è proprio ciò che penso: ho un sogno…

È un sogno a “medio/lungo termine”, di quelli complicati, per la cui realizzazione non voglio neanche provare a contare quanti e quali difficoltà dovrò superare. È una cosa davvero ancora molto lontana nel tempo, ma che mi entusiasma e un po’ mi spaventa.

Le sensazioni che provo in questo momento sono davvero molto simili a quelle che provavo quando, poco più di un anno fa, decisi di fare il Cammino di Santiago. Anche allora ero entusiasta e spaventato dalle mille difficoltà che avrei dovuto superare (nella fase “preparatoria” e in quella “sul campo”); dopo quella fantastica esperienza, però, ho capito che anche una distanza per noi incredibile da coprire a piedi (800 Km!) si percorre passo dopo passo.

E passo dopo passo voglio provare a realizzare questo sogno, tentando di incastrare bene i pezzi del puzzle, saltando ogni ostacolo che troverò sul mio percorso, ma avendo ben presente, come sul Cammino, la meta finale…

-Andrea-


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13 luglio 2008

Eluana

A gentile richiesta, pesando ogni singola parola, utilizzando tutta la discrezione, la delicatezza e il rispetto del dolore che una situazione simile richiede, provo ad esprimere la mia opinione sul caso di Eluana Englaro.

Sarò breve perché si è già scritto e detto tanto, probabilmente senza tener conto del dolore dei familiari di Eluana e di Eluana stessa.

Il mio pensiero, da essere umano, è “staccatele il sondino!”. Il mio pensiero, da essere umano che crede in un Dio certamente più grande di lui, è “chi siamo noi per staccarle il sondino?”.

Come non sono nessuno per permettermi di staccare il sondino di Eluana, al contempo non sono nessuno per “giudicare” il padre di Eluana. Ritengo, sostanzialmente, che questa debba essere una decisione strettamente personale. Per personale, però, intendo della persona in questione. Se esistesse una seria legislazione in tema di testamento biologico (a mio avviso difficile da ottenere perché difficile mettere tutti d’accordo) non penso ci sarebbe ancora molto da discutere. E lascio a chi ne sa più di me, le disquisizioni su quali dovrebbero essere i “parametri” e le “modalità di esecuzione” del testamento.

Mi sento di aggiungere, però, che un “credente”, in quanto tale, è uomo della speranza. Se credo in Dio, nella vita eterna, in quel Gesù che ha risuscitato i morti, guarito malati, che ha promesso la risurrezione dalla morte e che, Egli stesso, è risuscitato dalla morte, come posso dire “staccatele il sondino perché tanto non c’è più niente da fare?”.

-Andrea-




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2 luglio 2008

Semplicità

Una delle cose sulle quali ho riflettuto, durante il Cammino di Santiago, è stata la semplicità. Per chi come me abita in città, è davvero difficile immaginare una vita come quella che ho fatto percorrendo quella strada millenaria. Circondati come siamo da ogni sorta di comodità, da ogni tipo di diavoleria elettronica come quella che al momento sto utilizzando, pensare solo a “vivere” può sembrare davvero strano.

Come mi manca quella semplicità… svegliarsi la mattina, nutrirsi, camminare, osservare la natura, nutrirsi, camminare, lavarsi, parlare… come ci siamo complicati la vita!

In fondo, se ci pensate bene, i problemi dei nostri giorni, la difficoltà di arrivare a fine mese, la carenza di lavoro, i problemi burocratici e quant’altro sono stati “creati” da noi, dalla società nella quale viviamo. Provate solo per un attimo ad immaginare cosa significherebbe vivere immersi nella natura, pensare solo a procurarsi il cibo, magari allevare animali, coltivare la terra. Tutto quello di cui l’uomo ha bisogno lo trova in natura: il resto è superfluo.

-Andrea-




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23 giugno 2008

Le cose non sono cambiate...

È passato un mese, ormai, dal mio rientro in Italia. Le cose non sono cambiate, come era ovvio che fosse. Penso sia cambiato il mio modo di interagire con le circostanze della vita, con le persone che mi circondano, poiché provo ad attribuire ad ogni cosa la giusta importanza.

I miei studi sono ripresi, è per questo che non scrivo molto sul blog.

-Andrea-




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28 maggio 2008

Nuovi punti di vista

È ormai passata una settimana dal mio rientro in Italia, ma è ancora vivo in me il ricordo della meravigliosa esperienza vissuta.

Anche osservando il mio corpo, sono ancora evidenti i segni dei quasi 800 Km percorsi: il segno dell’abbronzatura sui polsi dovuta alle cinghiette dei bastoncini da trekking, la pelle nuova dove c’erano le vesciche e un po’ di dolore al piede destro…

Intanto sono tornato al lavoro e non mi è sembrato così brutto come le altre volte in cui tornavo dalle ferie. Forse, il Cammino di Santiago mi ha insegnato a guardare le cose sotto altri punti di vista…

-Andrea-




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23 maggio 2008

...ieri

Ieri…

Ieri sono tornato a casa… poco più di 24 ore trascorse nella “normalità” e ancora non riesco ad abituarmi…

È difficile provare a riassumere in poche righe quanto ho vissuto. Molti potrebbero pensare che, al momento, sono come un fiume in piena, con tantissime cose da raccontare. Cose da raccontare ce ne sarebbero ma non saprei da dove iniziare…

È stata sicuramente un’esperienza positiva, questo posso affermarlo con assoluta certezza!

Le persone che ho conosciuto lungo il Cammino, la condivisione delle difficoltà, dei problemi, delle gioie, delle esperienze di ognuno, penso di averle portate a casa con me. Ho vissuto un “momento di grazia” durato poco più di un mese. Un momento nel quale ho potuto “evadere” dalla vita di tutti i giorni, per poter riflettere su tutto ciò che in quei momenti mi passava per la testa.

A differenza di quanto si possa pensare, tranne alcuni momenti critici, il Cammino, per me, non è stato nulla di particolarmente impegnativo. A volte, mi rendevo conto che non stavo facendo nulla di particolare…

Penso di aver imparato qualcosa da questa esperienza… Qualcosa che mi servirà nella mia vita perché il “vero Cammino” inizia ora!

-Andrea-




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15 aprile 2008

Domani...

Domani!

Domani parto per l’esperienza più avventurosa di tutta la mia vita - passata e, probabilmente, futura – parto per un viaggio, anche (e soprattutto!) interiore, che certamente ricorderò per sempre…

Non ho molto da dire oggi, tranne il fatto che sono sereno, che aspetto impazientemente di prendere l’aereo e di godere di ogni momento e di ogni passo che farò in questo lungo viaggio.

Non scriverò altri post sino al mio rientro ma, ogni volta che potrò, darò un’occhiata ai commenti che chi vorrà mi scriverà.

Vi abbraccio tutti amici miei e Vi chiedo di ricordarVi di me nelle vostre preghiere…

A presto!

-Andrea-




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4 aprile 2008

-12 giorni

12 giorni… cominciano ad essere davvero pochi…

In questi giorni ho dovuto risolvere una questione di carattere burocratico che, diversamente, mi avrebbe impedito di partire tranquillo. Mi sembra di affrontare un percorso ad ostacoli: appena risolvo un problema, dopo qualche giorno se ne presenta un altro.

Ora, ciò che mi preoccupa è il peso dello zaino: sono assolutamente consapevole del fatto che, di qualsiasi peso si tratti, lo percepirò sempre come eccessivo. Per questo, quindi, ho iniziato a fare qualche rinuncia. Per ora ho eliminato la sacca da trasporto dello zaino; più in là si vedrà…

Ad ogni modo, l’altro giorno ho fatto una nuova passeggiata di allenamento nella Foresta di Mercadante col mio amico Francesco e mia sorella. Abbiamo percorso più o meno 13 Km e mezzo (circa la metà dei Km che mediamente dovrei percorrere ogni giorno) con il mio zaino che pesava 9,5 Kg. Non ho avuto problemi, anche se so che il peso dello zaino non dovrebbe superare il 10% del proprio peso corporeo; quindi, per quanto mi riguarda, non dovrei andare oltre i 7 Kg e mezzo…

Intanto ho risolto un altro piccolo problema: la concha – la conchiglia, simbolo del pellegrino che si reca a Santiago de Compostela, che in Italia viene chiamata “Pettine di San Giacomo” o “Capasanta” - che orgogliosamente porterò sul mio zaino, sarà quella che tu, Anna, hai portato da Finisterre, al termine del tuo Cammino.

-Andrea-




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